"Dobbiamo combattere a livello regionale e nazionale per difendere l’identità del nostro territorio, ma non dobbiamo sottovalutare l’impegno e l’obiettivo di perseguire la crescita e lo sviluppo del nostro sistema socio-economico, al di là delle battaglie istituzionali, cercando di valorizzare al massimo e cogliere tutte le opportunità contenute nei programmi Fas e delle altre misure di sostegno alle aree meno sviluppate del Molise. E’ fuor di dubbio che l’eccezionalità del momento che stanno vivendo mercati finanziari internazionali e stati sovrani induca ad assumere provvedimenti drastici, nel tentativo di evitare ulteriori rischi, situazione che non coinvolge solo l’Italia, ma l’Europa e gli stessi Stati Uniti. Cionondimeno, facendosi assalire dal panico, occorre dimenticare il grosso successo messo a segno il 3 agosto scorso con lo sblocco dei fondi da 1,3 miliardi di euro con cui un governo regionale oculato e lungimirante potrebbe davvero innescare un nuovo circuito virtuoso in Molise. E’ chiaro che il momento delicato impone uno sforzo e una collaborazione da parte di tutti per superare simili montagne russe senza troppi sommovimenti, ma una coesione sociale è sterile se non è orientata alla crescita. Il Molise ha bisogno sì di una inversione di tendenza, ma in senso infrastrutturale, nella mentalità e capacità di promozione del territorio, nella sua stessa messa in sicurezza e nel riconquistare una positività dell’opinione pubblica depurata da sindromi di qualunquismo e disfattismo, al richiamo di sirene e cassandre della sinistra".