Le origini di Termoli

Le fortune e le sfortune del paese

| di Marianna Naclerio
| Categoria: Storia
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Fino alla fine del secolo scorso Termoli era un piccolo centro, abitato prevalentemente da termolesi che si tramandavano di padre in figlio tutto il patrimonio culturale e le tradizioni popolari. Dal 1970, con l'avvento della FIAT, la città ha subito un vertiginoso aumento demografico, si è arricchita di nuove genti arrivate da diverse zone d'Italia e da paesi extra europei, aiutando Termoli a crescere e a migliorarsi. Come ogni cosa, c'è un dritto e un rovescio anche per Termoli. I nuovi entrati hanno portato sì nuove storie, culture e tradizioni, ma a discapito della cultura marinara termolese, rischiando con il tempo di finire nell'oblio. Stabilire quando la città fu fondata e da chi è un'impresa quasi impossibile, perché tutte le fonti storiche sono andate perdute in seguito a saccheggi e terremoti. Ad ogni modo, i ruderi e le tombe che sono stati rinvenuti nel corso di scavi, soprattutto in C.da Difesa Grande, testimoniano la presenza nella zona di un insediamento frentano del VI secolo a.C. Altre fonti storiche sostengono invece che l'origine della città è da collegarsi all'invasione dei Goti del 412 d.C. Le poche notizie storiche che ci sono rinvenute, testimoniano inoltre, che all'epoca dei Longobardi, Termoli fu un possedimento dei Duchi di Benevento, Zottoni e Arechi II. Durante la dominazione dei Franchi, essa fu assegnata al ducato di Spoleto; successivamente Federico II, fondatore della scuola siciliana, la rese inespugnabile fortezza, consentendo lo svolgimento di un mercato da tenersi il lunedì. Nel 1456 fu colpita da un disastroso terremoto, tutto ciò che restò della città fu donato da Ferdinando D'Aragona ad Andrea di Capua, nominato successivamente Duca Di Termoli. Nel corso del tempo, Termoli piombò in una situazione di stallo, per via di carestie, dominazioni, calamità naturali, brigantaggio e scorrerie dei Corsari, che causarono arretratezza dell'economia e un'agricoltura non sussistente. Il 1799 è una data importante da tenere a mente, Termoli finalmente, insieme ad altri comuni, si ribellò al dominio Borbonico; la popolazione termolese abbracciò le idee giacobine, dichiarando la Repubblica e manifestando a voce alta gli ideali francesi di Libertè, E'galitè, Fraternitè. Si trattò comunque di una rivolta popolare molto effimera, infatti Termoli fu presa e saccheggiata nuovamente da parte dei Sanfedisti al comando del Cardinale Ruffo, questa volta con spargimento di sangue. Furono trucidati i fratelli Federico e Basso Maria Brigida, di 22 e 24 anni, insieme con altri giovani. Nel 1811 Termoli si stacca dalla Capitanata e si unisce al contado Molise. Continuano le sfortune del paese, il 1837 fu un anno nero, muoiono per la pestilenza 225 cittadini e, su disposizioni reali, vengono sepolti nel solchi dell'addolorata. Nel 1864 è inaugurato il tronco ferroviario Ortona/ Foggia nel quale è compresa la stazione di Termoli. Credo che Termoli abbia tanto da raccontare di se, occorre salvaguardare e difendere tutto il suo estimabile patrimonio culturale, evitando che cada nel dimenticatoio, perchè rappresenta la sua forza e la sua ricchezza.

Marianna Naclerio

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